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Rerum novarum. Due prospettive liberali sulla proprietà e la libertà

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Contro il socialismo l’enciclica Rerum novarum fissò una forte difesa del diritto di proprietà in quanto diritto naturale e morale e quale condizione necessaria di giustizia; fraintendendo la natura del liberalismo, però, rimase diffidente verso la libertà economica. Gli autori esplorano questi punti di forza e di debolezza dell’enciclica.

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Autori: Robert A. SIrico, Beniamino Di Martino
ISBN 978-1946374042
12.7 x 20.32mm, 80 pagine
Amazon links: € 7,00 / $ 7.00 / £ 6.00

L’enciclica Rerum novarum, un punto cardinale nella storia della dottrina sociale della Chiesa cattolica, rimane sempre un prodotto delle priorità e il fermento del suo tempo. Scritta durante un’epoca in cui il socialismo spingeva verso la collettivizzazione della proprietà e dei mezzi produttivi, l’enciclica fissò una forte difesa del diritto di proprietà in quanto diritto naturale e morale e quale condizione necessaria di giustizia; allo stesso tempo, fraintendendo la vera natura del liberalismo, rimase molto diffidente – benché in modo meno convincente – verso i mercati e la libertà economica, temi ripresi da alcune encicliche più recenti. I due autori, seguendo due vie diverse, esplorano questi punti di forza e di debolezza dell’enciclica che si conferma una fonte di ricco dibattito.

Lettura utilissima per riflettere su cosa è l’economia e per ricordare che essa serve a soddisfare i bisogni dell’uomo. Questo libro aiuta a comprendere che per intendere le crisi economiche è necessario saper affrontare le cause morali delle stesse, non solo limitarsi a lamentarsi degli effetti.
– Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere

Il filosofo Karl Popper affermò una volta che il fatto che la libertà individuale tenda ad accompagnarsi a una maggiore efficienza economica è “una felice coincidenza”. Intendeva dire che dovremmo difendere la libertà anche se producesse maggiore ricchezza il suo contrario. In questi saggi, don Robert Sirico e don Beniamino Di Martino sottolineano come i nessi “tra i diritti di proprietà, la libertà economica e la libertà religiosa” siano “chiari nella dottrina sociale e nella storia”. Chiari per chi li sa ricostruire, ma tutti da scoprire per molti lettori. Il loro esame della Rerum Novarum è in realtà un costante invito ad allargare lo sguardo. L’enciclica di Leone XIII non è riletta soltanto alla luce del dibattito contemporaneo, come si fa frequentemente, considerandola equidistante fra socialismo e liberalismo ovvero sottolineandone la sensibilità per le istanze sollevate dal movimento operaio. Sirico e Di Martino propongono due ragionamenti a vasto raggio, sulle origini e l’importanza della proprietà privata, su punti di forza e ambiguità della dottrina sociale della Chiesa, sulle istituzioni che davvero possono sorreggere un ordine politico che metta la persona al centro.
– Alberto Mingardi, Istituto Bruno Leoni, direttore

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